Nel 1906 l’elettrologia rappresenta la scienza nuova dell’elettricità applicata, posta al servizio dell’industria, della medicina e dell’agricoltura. Essa studia la produzione, la distribuzione e l’uso pratico delle correnti elettriche, nonché le recenti scoperte dei raggi X e delle loro applicazioni. L’elettrologia è segno del progresso moderno, che unisce ricerca scientifica e utilità sociale. In essa si riflette la fiducia del nostro tempo nella tecnica come forza di miglioramento civile ed economico. Nel quadro solenne e operoso dell’Esposizione del 1906, Milano ebbe l’onore di ospitare, in via Manin n. 2, il Terzo Congresso Internazionale di Elettrologia, uno degli avvenimenti scientifici più rilevanti del tempo. Vi presero parte circa centoventi congressisti, convenuti da tutti i paesi d’Europa, a testimonianza dell’importanza che l’elettrologia e la radiologia avevano ormai assunto nel progresso civile, industriale e medico.
Fra i presenti figuravano illustri rappresentanti della scienza e delle istituzioni: professori universitari, alti ufficiali, direttori di ospedali e studiosi di fama internazionale. Il discorso inaugurale fu pronunciato dal professor Bozzolo di Torino, mentre l’assessore professor Menozzi, in rappresentanza del Municipio di Milano, porse il saluto ufficiale della città, orgogliosa di accogliere un consesso di così alto valore scientifico. Il professor Doumer di Lilla, interpretando il sentimento dei congressisti stranieri, rivolse parole di vivo ringraziamento agli organizzatori e, con accenti ispirati, sciolse un vero e proprio inno all’Italia, riconosciuta come terra di antica civiltà e di moderno progresso. Tutte le principali nazioni estere erano infatti rappresentate da professori che costituivano autentiche autorità nei rispettivi campi della scienza. Parallelamente ai lavori congressuali, ebbe grande rilievo l’attività della Giuria Internazionale, suddivisa in numerosi gruppi tematici, chiamati a valutare le molteplici applicazioni tecniche e industriali presentate all’Esposizione: dalle strade ordinarie alle ferrovie, dalla posta e telegrafo all’igiene, dai servizi marittimi alla previdenza, fino al settore agrario.
In tale ambito, Tito Pasqui figurò nel Gruppo Agraria (Gruppo 62), accanto a personalità straniere e italiane di riconosciuta competenza. La sua presenza in questo gruppo non fu casuale, ma rappresentò un riconoscimento ufficiale del valore del contributo tecnico e scientifico portato allo sviluppo delle applicazioni moderne dell’elettricità e delle nuove tecnologie in campo agricolo, settore allora in profonda trasformazione.
L’Esposizione del 1906 non fu soltanto una celebrazione del progresso materiale, ma un luogo d’incontro tra discipline, nazioni e visioni del futuro. Il Congresso di Elettrologia e Radiologia ne incarnò pienamente lo spirito: un momento in cui la scienza, superando confini e lingue, si pose al servizio dell’umanità e del suo avvenire.

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